91) Jonas. Il fondamento della morale sta nella responsabilit
dell'uomo per l'uomo.
Dopo aver considerato la responsabilit in senso concreto e
astratto, Jonas la riconduce ai tre concetti di totalit,
continuit e futuro e all'archetipo di ogni responsabilit: quella
dell'uomo per l'uomo, il quale si deve intendere come un valore
unilaterale, che per non rifiuta la reciprocit..
H. Jonas, Il principio responsabilit (vedi manuale pagine 444-
445).

 L'elemento comune pu essere sintetizzato nei tre concetti di
totalit, continuit e futuro, riferiti all'esistenza e alla
felicit degli esseri umani. Assumono anzitutto come dato
fondamentale il polo di riferimento essere umano. Esso presenta
la precariet, la vulnerabilit, la revocabilit - modalit
particolarissima della transitoriet -proprie di ogni essere
vivente, che ne fanno oggetto esclusivo di cura (Obhut); ma oltre
a ci la comunanza dell' humanum con la sfera della
responsabilit, che ha su quello la pretesa pi originaria, anche
se forse non l'unica. Ogni essere vivente  fine a se stesso e non
ha bisogno di una giustificazione ulteriore: sotto questo aspetto
l'uomo non  in nulla superiore agli altri esseri viventi, eccetto
che per poter essere soltanto lui il responsabile anche per loro,
ossia per la salvaguardia del loro essere fini a se stessi. Ma
nella compartecipazione al destino umano i fini dei suoi simili,
sia che egli li condivida oppure si limiti a riconoscerli negli
altri, e il fine in s della loro stessa esistenza, possono in
maniera unica confluire nel suo proprio fine: l'archetipo di ogni
responsabilit  quello dell'uomo per l'uomo. Questo primato della
parentela soggetto-oggetto nel rapporto di responsabilit  insito
inconfutabilmente nella natura della cosa. Esso significa tra
l'altro che il rapporto, pur essendo unilaterale in se stesso e in
ogni caso singolo,  tuttavia reversibile e include una potenziale
reciprocit. Anzi, genericamente la reciprocit  sempre presente,
in quanto io, responsabile di qualcuno, vivendo fra esseri umani
sono sempre anche oggetto della responsabilit di qualcun altro.
Questo deriva dalla non-autarchia dell'uomo: ciascuno ha
sperimentato anzitutto su se stesso la responsabilit originaria
delle cure parentali. In questo paradigma fondamentale diventa
chiaro nel modo pi convincente l'intreccio della responsabilit
con tutto ci che  animato. Soltanto ci che  vivente, nella sua
costitutiva indigenza e vulnerabilit, pu essere oggetto di
responsabilit; questa  per soltanto la condizione necessaria e
non sufficiente. Ci che contrassegna l'uomo, e cio che soltanto
lui pu avere una responsabilit, significa contemporaneamente che
egli la deve avere anche per i suoi simili, essi stessi soggetti
potenziali di responsabilit, e che, in un modo o nell'altro, gi
la possiede: la capacit di averla  la condizione sufficiente
della sua attualizzazione.
H.  Jonas, Il principio responsabilit, Einaudi, Torino, 1990,
pagine  124-125.
